Cos’è CaféSpirit ?

Cos’è CaféSpirit? Che c’entrano le moto con il caffè e lo spirito? E soprattutto, quale spirito?

Cominciamo dall’inizio: la passione per i motori in generale e le moto in particolare. Nasce da quando sei bambino, cresce con gli anni, e quando arrivi a vent’anni sei arrivato al picco più alto della sua foga. Prestazioni, potenza, carenature lucide; il modello più fico sempre in cima ai tuoi desideri.

Poi gli anni passano e cominci a diventare selettivo anche con le cose che ti piacciono di più, anche quando si parla delle tue passioni.

Succede allora che a quarant’anni ti guardi in faccia e ti chiedi quali sono le cose che ti danno davvero emozioni.

Le auto, le moto, i motori, la meccanica. Certo, ma non basta. L’ultimo modello iper tecnologico, controllato dall’elettronica e uguale a tutti gli altri? No, direi di no.
Forse le moto sulle quali puoi mettere le mani e sporcartele di grasso? Meglio, senz’altro sei più a tuo agio.

Magari quelle moto di cui hai parlato mille volte con gli amici della comitiva di ragazzini e sognato di guidare, ammirandole per strada, in televisione, sulle riviste comprate facendo la quadra con i soldi della paghetta. Che belle quelle moto… ci stiamo avvicinando.
Allora magari moto “umane”, come se ne facevano “una volta”, su cui puoi mettere le mani da solo senza ricorrere alla “diagnosi elettronica”, e magari che hanno una storia, un carattere, un posto speciale nei tuoi ricordi. Ecco, direi che adesso ci siamo.

Una cosa del genere esiste (esisteva?) in Inghilterra, si chiamavano Café Racer. Erano moto dalla meccanica semplice, ma personalizzate con un gusto minimalista ed elegante, che poi si misurava, in una competizione (race) di stile, sound e prestazioni con gli amici del bar (café). Il tempio di questa cultura a Londra era il mitico Ace Café.

Allora, ricapitoliamo: mettiamo insieme delle moto usate, dimesse, dimenticate. Sono da restaurare perché sono dei “miti” della nostra memoria, oppure da personalizzare, perché non siamo stanchi di giocare. Adesso sappiamo qual è la strada.

Allora la direzione è quella delle Café Racer. Bene. E cosa ci piace fare con le cose che ci appassionano? Senz’altro condividerle (ecco perché siamo su Internet), ce le raccontiamo prendendoci un caffè nero, e magari un bicchierino… oops c’è l’etilometro.
E allora ce le godremo lo stesso, usando tutto il nostro spirito.

CaféSpirit, il dottore mi ha detto che devo fare moto